08 Luglio 2022

Nonostante il caldo di questa estate meneghina, Milano non va in ferie, anzi è più viva che mai, e ritorna la rassegna musicale e teatrale che fino all’anno scorso era nota a tutti come Estate Sforzesca e che in questa edizione 2022 si presenta sotto una nuova veste e con un nuovo nome: Milano è Viva. Estate al Castello.
La sostanza però non cambia. Location protagonista rimane sempre il Castello, o meglio il Cortile delle Armi, proprio quello che si apre una volta attraversati i cancelli della fortezza sforzesca al di sotto della Torre del Filarete e che anche quest’estate, dal 12 luglio fino al 10 settembre 2022, ospiterà spettacoli dal vivo e ospiti di fama internazionale: musica di tutti i generi, comicità e anche danza.

E per calarci ancora di più nell’atmosfera della Milano ducale degli Sforza, vi raccontiamo una curiosità legata ad uno dei protagonisti di questo pezzo importante della storia della città: il duca Ludovico Sforza, meglio conosciuto come Ludovico il Moro.

Il Moro, simbolo della Milano Sforzesca e ristoro per l’Estate

Forse non tutti sapranno che fra le piante tipiche del paesaggio della Lombardia figura il gelso, o moro – in dialetto moròn, dal latino Morus – che come tante piante, in primavera riprende il suo periodo vegetativo, per dirla con i botanici! Albero dalle profondissime radici e dal folto fogliame, il gelso è una pianta di facile coltivazione, adattissima a quell’allevamento dei bachi da seta che per secoli ha costituito il fondamento dell’industria lombarda della seta, attività nevralgica per l’economia del territorio.

estate sforzesca 2022
Gelsi
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Bacche del gelso

Lo sapeva bene il duca Ludovico Sforza, quando decise di commissionare niente meno che a Leonardo da Vinci la decorazione pittorica della Sala delle Asse nel Castello Sforzesco di Milano. Il pergolato dipinto nella grande stanza di corte è sorretto proprio da diciotto alberi di gelso, inconfondibili per il profilo cuoriforme delle foglie e la presenza di bacche di colore rossastro, frutti che maturano con l’arrivo dell’estate. In tal modo Ludovico non solo intendeva ricordare le preziose sete tessute nel Ducato, ma proporre agli ospiti del Castello una grandiosa celebrazione di sé: il nome che in Lombardia indica il gelso, il ricordato morone, riecheggia infatti il famoso soprannome del duca, il Moro, così da tutti chiamato per il colore scuro della sua carnagione!

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Ludovico Sforza detto Il Moro, miniatura di Giovanni Ambrogioo de Predis, fine XV secolo

L’immagine del gelso, d’altronde, racchiudeva molti significati simbolici sin dall’antichità: pianta prudente per eccellenza (poiché fiorisce in tarda primavera, solo quando il gelo dell’inverno è ormai lontano), fu scelta come emblema della cauta politica di Ludovico, sotto cui la “frondosa” protezione lo Stato di Milano sarebbe rimasto al sicuro! «E viva il Moro trïunfante e verde!» cantavano i poeti di corte a lode di Ludovico… e oggi il sogno infranto del Ducato ancora si riverbera sulle foglie del padiglione arboreo concepito da Leonardo.

Quando passeggerete per i cortili del Castello fate caso anche al bel pergolato di gelsi recentemente cresciuto nel Cortile delle armi, sotto alla Torre di Bona: creato nel 2019 su modello della Sala delle Asse, vi offrirà un ombroso rifugio nelle torride giornate estive!

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Pergolato di gelsi al Castello Sforzesco

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