22 Giugno 2022

Pronti a scoprire la storia di uno dei maggiori protagonisti della storia architettonica di Milano? Stiamo parlando di Gio Ponti, nato nel capoluogo lombardo, e caposaldo dell’architettura e del design italiani del XX secolo.
Dopo essersi laureato in Architettura al Politecnico al termine della Prima Guerra Mondiale, Gio Ponti a Milano inizia da subito a mettere in pratica il proprio talento: collabora già dai primi anni Venti, con prestigiosi marchi come la manifattura di porcellane Ginori e cura le Esposizioni Internazionali della Triennale e fino ad ottenere una cattedra di insegnamento al Politecnico stesso.
Il suo stile inconfondibile traspare oltre che in ambito architettonico anche nell’arredamento, settore per il quale avvierà una vasta produzione di pezzi e di cui sono testimoni le tre abitazioni meneghine da lui progettate e abitate: la prima è quella di via Randaccio, non lontano dall’Arco della Pace, dove andò ad abitare nel 1925; la seconda, dove visse negli anni immediatamente successivi, è Casa Laporte in via Brin, nella zona dell’attuale quartiere di Citylife; l’ultima, rappresentazione più completa del gusto dell’architetto milanese, è quella di via Dezza, in cui soggiornò dal 1957 e che oggi è sede dei Gio Ponti Archives.
I suoi progetti erano improntati alla modo unico in cui l’architetto osservava la sua città natale. Gio Ponti, infatti, sosteneva che Dio avesse donato a molte città italiane qualcosa che le distingueva dalle altre (paesaggi naturali mozzafiato, mare, montagne), e che invece proprio a Milano, la sua città, mancasse qualcosa e spettasse quindi agli architetti renderla unica e spettacolare: azione possibile però, secondo Ponti, solo agli amanti della città. Come non ricordare, d’altronde, una delle sue frasi più celebri: l’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.

Ponti e l’edilizia milanese negli anni Trenta: dalle Domus alla Torre Branca

Se vogliamo muoverci per la città alla ricerca dei progetti lasciati dal noto architetto, tra le prime opere realizzate da Gio Ponti a Milano troviamo le Domus, un complesso di dieci case e appartamenti realizzate tra il 1931-1933, ognuna denominata da un appellativo romano, divise tra via de Togni e via Letizia-Caravaggio; l’idea era quella di creare un paesaggio stradale unitario caratterizzato dal tipico e pittoresco “colorato all’italiana” oscillando tra tinte di ocra, verde, rosso e mattone.
Questa tipologia di appartamento abbraccia la nuova filosofia di Ponti di “abitare la casa” in maniera diversa, creando spazi più aperti, tecnica che verrà adottata anche per un altro suo progetto, Casa Marmont, considerato il frutto di un pensiero di edilizia felice. In questi edifici non erano sufficienti bellezza e armonia apparenti: Ponti invitava ad andare oltre, studiare le piantine e tutti i dettagli abitativi, dalle portinerie fino ad arrivare agli ultimi piani, caratterizzati da splendidi terrazzi.
Al 1933 risale invece l’ambizioso progetto di creare un “salotto nel cielo”: allora Gio Ponti crea il disegno della Torre Littoria, comunemente conosciuta dai milanesi come Torre Branca e nota per essere una delle strutture più alte della città. La bella terrazza panoramica, visitabile grazie a uno dei nostri tour guidati, permette di godersi Milano da un punto di vista diverso: dall’alto! La Torre, altissimo prisma metallico insediato a Parco Sempione, fu commissionato dal Comune di Milano per volere di Mussolini: fu proprio il duce a decidere che la struttura non avrebbe dovuto oltrepassare i 108 metri di altezza, così da “non superare il divino”, riferendosi alla Madonnina del Duomo
Acquisita notorietà tra gli architetti milanesi, Gio Ponti nel 1936 iniziò ad occuparsi del progetto del Primo Palazzo Montecatini, sito all’angolo tra via della Moscova e via Turati, un lavoro che lo mise alla prova sia per l’imponenza del palazzo sia per il lavoro di alta progettazione integrale che vi era dietro; costruito in tempi record, in soli 23 mesi, l’edificio divenne subito popolare a Milano.

Seguici fino alla terrazza panoramica della Torre Branca

Gio Ponti e il Pirellone: storia di uno dei grattacieli più famosi di Milano

Qualche anno dopo i primi progetti di Gio Ponti a Milano, l’edificio Pirelli in piazza Duca d’Aosta, viene commissionato dall’imprenditore Alberto Pirelli allo studio di Gio Ponti, Antonio Fornaroli e Alberto Rosselli. Siamo nel 1956. L’edificio rappresenta un’epoca ormai diversa: è il simbolo del grande sviluppo economico del Secondo Dopoguerra. Il grattacielo – al passo con la crescita delle città europee ricostruite – raggiunge i 127 metri di altezza, oltrepassando così il Duomo e ottenendo dai milanesi l’appellativo di “Pirellone”. Per decenni è stato l’edificio più alto di tutta la città, sorpassato soltanto nel 2010 e 2011 da Palazzo Lombardia e dalla Torre Unicredit, nel più ampio progetto di riqualificazione del quartiere di Porta Nuova. Fra gli aspetti più curiosi dell’edificio c’è la pavimentazione: assieme alla Pirelli, Gio Ponti decise di optare per un rivestimento completo in gomma variegata, una soluzione mai vista prima soprattutto per un palazzo ufficiale! Il pavimento, di colore giallo acceso con delle “spruzzate” bianche e grigie quasi come a voler riprodurre l’effetto visivo del marmo. Un’invenzione originalissima, che conferma ancor oggi, a distanza di anni, l’importanza del dell’esperienza di Gio Ponti a Milano nel panorama dell’architettura e del design di tutto il Novecento italiano.

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