15 Marzo 2021


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Uffici e attività chiusi, o parzialmente aperti, con giorni e orari in alternanza tra colleghi. Le occasioni di incontrarsi e di parlarsi vis-à-vis si sono drasticamente ridotte, se non addirittura annullate. E se dopo più di un anno ci siamo magari un po’ abituati (o arresi) allo smart working (ma sarebbe forse più giusto definirlo un home working obbligato dalle circostanze), ciò a cui non riusciamo proprio a rassegnarci è l’assottigliarsi o addirittura l’azzerarsi dei legami sociali, nella vita privata così come lavorativa.

Nel mondo corporate coltivare e preservare il senso di appartenenza e di aggregazione è diventato un obiettivo ancora più vitale per il benessere e la motivazione dei dipendenti e, di conseguenza, la stabilità del business aziendale.
Le attività di team building e l’individuazione di momenti deputati alla condivisione di esperienze restano pertanto, e a maggior ragione, strumenti strategici fondamentali della vita aziendale, che si sono dovuti anch’essi necessariamente adattare ai tempi che corrono, “trasferendosi” dal piano reale al piano virtuale.

Allo stesso modo, gli organizzatori di eventi per le aziende hanno inaugurato nuove modalità interattive per far scoprire e comunicare le proprie proposte di team building: dal “far vivere” in presenza al “far vivere” in virtuale in prima persona.

Consolidare le relazioni all’interno del team aziendale per affrontare le difficoltà

Bye bye caffè alla macchinetta coi colleghi, riunioni aziendali di aggiornamento del lunedì mattina attorno a un tavolo, aperitivi mensili d’ufficio più o meno istituzionalizzati, incontri one-to-one con clienti e buyer. La comunicazione si è spostata quasi esclusivamente online. Abbiamo un’agenda (che poi magari è pure cartacea) fitta delle famigerate call o conference call, spostamenti limitati a pochi metri di distanza da una stanza all’altra (beato chi ha un giardino e uno studio!), bambini in didattica a distanza che reclamano attenzione (la parola DAD è diventata l’incubo di ogni genitore).

Con conseguenze anche negative sulla motivazione dei dipendenti, sull’organizzazione del lavoro e sulla comunicazione tra colleghi e con i pubblici esterni all’azienda.
Ci è capitato spesso in questi mesi che ci venissero richieste delle attività ludiche virtuali finalizzate, per esempio, a far vivere almeno un’ora di svago agli agenti di vendita, o a far rincontrare dopo tanto tempo i dipendenti di reparti diversi o di una stessa funzione aziendale, o anche a favorire l’inserimento e la conoscenza reciproca di nuovi assunti che, di fatto, non hanno ancora mai messo fisicamente piede in azienda.

È innegabile che il ruolo strategico della comunicazione interna sia sostanzialmente cresciuto durante la pandemia, così come diventa sempre più evidente la necessità di “accorciare le distanze”, con benefici per il perseguimento degli obiettivi aziendali.
Anche se non possiamo fingere che la differenza con l’“esserci dal vivo” non sia tangibile, le attività di team building e le experience virtuali possono dare un contributo positivo su molteplici fronti:

  • alimentano la vicinanza e lo spirito di squadra, nonostante le distanze oggettive;
  • favoriscono il mantenimento di un’identità di gruppo;
  • incentivano la relazione, il confronto e la collaborazione attraverso modalità divertenti e toni rilassati;
  • alleviano l’accumulo di “stress da smart working”.

Esperienze da vivere e condividere in prima persona

In risposta al perdurante bisogno di relazione e vicinanza, nell’ultimo anno abbiamo ideato una serie di experience e format digitali interattivi, realizzabili direttamente da casa o dall’ufficio, che costituiscono un’opportunità per non rinunciare ad un momento di condivisone e di svago con colleghi, dipendenti, clienti, collaboratori, ecc., anche a distanza.

Dalla Milano raccontata in diretta streaming, al team building a squadre ludico-culturale alla scoperta delle città d’arte italiane e internazionali, sino alle food & drink experience digitali.

Tutte le attività mettono al centro il coinvolgimento dei partecipanti e creano un ponte tra il mondo digitale e il mondo reale, per esempio, facendo degli oggetti della quotidianità la chiave per superare quiz e prove workshop con la propria squadra, o prevedendo l’invio di box enogastronomiche affinché gli ospiti possano partecipare attivamente a degustazioni guidate, show cooking, attività di mixology, wine tasting, ecc. O anche, più semplicemente, per concludere un evento aziendale con uno spensierato brindisi o aperitivo online tra colleghi.

Nell’impossibilità di incontrarsi dal vivo, anche il nostro modo di comunicare e far conoscere queste attività esperienziali è cambiato: con una Cultural Show Cooking Experience, dedicata alla tradizione culinaria meneghina e lombarda, abbiamo infatti inaugurato una serie di eventi online in diretta streaming per i nostri clienti aziendali, per far scoprire le potenzialità dei nostri format ed experience virtuali facendoli vivere in prima persona.

Collegati in diretta live, è stata un’occasione per ritrovarsi e per intraprendere un viaggio virtuale dalla tradizione al piatto in una piacevole serata di marzo: una narrazione che ha preso avvio dalle immagini e dai racconti storico-culturali della nostra storica dell’arte sugli ingredienti e la storia del “Riso in Cagnone”, per poi prendere forma, senza soluzione di continuità, nei gesti e nel piatto realizzato dal nostro chef professionista, svelando i segreti per una preparazione a regola d’arte.

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