03 Giugno 2020

Là dove c’era il mercato…ora c’è…una colonna! Incredibile, ma quattro secoli fa Largo Augusto era un luogo davvero malfamato: criminali di ogni sorta, meretrici e pure le fattucchiere pareva l’avessero eletto regno del peccato. Solo con le prime luci del giorno si purgava di tanta immoralità, per far spazio a carri barconi pieni di merci per il mercato ortofrutticolo, l’antico Verziere

Il Verziere di Milano – R. Moneta

Proprio per questo suo essere lo “stomaco” vivo della città, lì venne innalzata, a scongiurare la peste, la colonna votiva che ancora oggi vediamo: era il 1580. La costruzione di colonne votive era molto diffusa a Milano e se ne contavano decine, anche se quelle giunte integre fino a noi sono purtroppo molto poche. Generalmente sulla loro sommità si riconosce la statua di un santo. La funzione consiste nell’esprimere un voto, cioè una promessa a Dio (“ex voto suscepto”, cioè per voto fatto), in nome del suo intervento a protezione della città. La nostra colonna del Verziere fu eretta affinché cessasse l’epidemia di peste

La Colonna del Verziere

Nel corso dei secoli essa fu utilizzata come altare per la celebrazione delle messe a beneficio anche degli ammalati che potevano così assistere alle funzioni religiose. La statua del Cristo Redentore posta in cima comparve solo nel 1673. L’opera, realizzata da Giuseppe Gian Battista Vismara, fu disegnata da Francesco Maria Richini!

Passa la peste e passano anche gli anni, anzi i secoli: nel 1860, all’alba del Regno d’Italia, alla colonna viene affidato il compito di ricordare i caduti delle Cinque Giornate di Milano del 1848, i cui nomi sono incisi sui lati del basamento e tuttora visibili, benché, qualche anno dopo, nel 1895, fu inaugurato il monumento alle Cinque Giornate di Giuseppe Grandi al centro dell’omonima piazza!

Lapide commemorativa dei caduti delle Cinque Giornate alla base della colonna del Verziere

Chissà se anche questo virus che tanto ci impaurisce e ci ha costretto fino adesso al riparo delle nostre case, favorirà la creazione di altri “omaggi” di moderna generazione, magari bizzarre installazioni, sacre o laiche che siano, a popolare alcuni angoli o piazze della nostra città?

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