17 Maggio 2021

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Raccontare storie non è mai stato così colorato, come da quando la street art è diventata un mezzo espressivo sempre più diffuso per le strade di Milano, nelle periferie e non solo! Una trasformazione in street art city – potremmo dire! – che vede un crescente patrocinio da parte del Comune di Milano, interessato a coinvolgere street artists meneghini e internazionali nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione dei quartieri e della loro personalissima identità.

Se tracciassimo una mappa ideale della street art a Milano, i punti d’interesse, i murales e i graffiti da non perdere sarebbero sparsi un po’ dappertutto – dai Navigli all’Isola – ma certo non potrebbe mancare una menzione speciale per il quartiere dell’Ortica.

Proprio qui, nella periferia est, dal 2015 ha preso forma il progetto Or.Me. – Ortica Memoria, a cui si riconosce il merito di aver trasformato lo storico borgo oggi parte del Municipio 3 in un variopinto museo a cielo aperto, collezione di splendidi murales del collettivo Orticanoodles, capaci di far rivivere “a colori” la storia di Milano, sparpagliata su muri, strade, cavalcavia ed edifici urbani.

Ecco perché, se ancora si è presi della tentazione di immaginare i quartieri più periferici di Milano come zone della città avvolte da nebbia e grigiore, vale la pena di iniziare ad esplorare i tesori metropolitani meneghini partendo proprio dalle vie dell’Ortica, ora polo post-industriale creativo ma un tempo terra di campi coltivati e orti… come il nome stesso del quartiere ancor oggi ricorda!

Agli orti dell’Ortica: un’esplosione di fiori e colori!

Non è un caso quindi che il murale più fotografato dell’Ortica sia l’esplosivo pattern di foglie e fiori dipinto a tinte accese sul muro di una casa collocata proprio in via Ortica 12.  Dedicata agli orti dell’Ortica, l’opera realizzata dagli Orticanoodles è un poetico omaggio al passato agricolo di questo borgo un tempo esterno alla città di Milano, dove le acque del Lambro irrigavano, ogni giorno, le terre coltivate. Solo da fine Ottocento il borgo assunse una fisionomia ben diversa, diventando un importante quartiere industriale della Milano novecentesca, grazie al passaggio del troncone ferroviario Milano-Treviglio e alla presenza di numerose fabbriche, prima fra tutte la Fabbrica Innocenti, sede di produzione della celebre Lambretta… così chiamata proprio in riferimento al fiume Lambro che scorreva poco lontano dagli stabilimenti.

Tripudio di fiori, colori e fertilità, il murale di via Ortica commemora anche le tragedie dei due conflitti mondiali: i tanti papaveri rossi della composizione sono infatti i fiori che, in tutta Europa, simboleggiano il tributo alle vittime belliche, scelti per sbocciare oggi sui muri della città come invito alla pace e alla memoria.

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Alle donne che hanno fatto grande il ‘900

Il percorso narrativo che si snoda fra le opere di street art dell’Ortica, fra memoria, riqualificazione urbana e impegno sociale, raduna sui muri del quartiere anche i personaggi più importanti della storia del Novecento. Fra i tanti volti colorati che è possibile incontrare camminando fra le strade di questa zona di Milano, impossibile non soffermarsi sulla rassegna dedicata alle donne che a Milano hanno contribuito all’emancipazione femminile e allo sviluppo della cultura italiana: la giornalista Camilla Cederna, e la poetessa Alda Merini; Ersilia Bronzini Majno, fondatrice dell’Asilo Mariuccia, accanto alle attiviste Alessandrina Ravizza e Anna Kuliscioff; la fotografa e poetessa Antonia Pozzi, la politica antifascista Maddalena Rossi e, infine, la senatrice Liliana Segre, testimone sopravvissuta alla tragedia dell’Olocausto.

Un viaggio al femminile attraverso la più recente storia di Milano, rivissuta grazie ai ritratti delle grandi protagoniste che, nei colori del rosso e del giallo, popolano la facciata dell’ITIS Pasolini, in via Trentacoste.

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Omaggio al Duomo, una poesia incisa nel marmo

Ultimo imperdibile capolavoro, fra i tanti del quartiere Ortica, è la serie di murales dedicata al Duomo di Milano, apparsa di recente sui muri di via Pitteri e destinata ad arricchirsi di nuove immagini in giro per il quartiere. Ai temi storici, politici e sociali toccati dal collettivo Orticanoodles nel progetto Or.Me. si aggiunge la celebrazione della cattedrale meneghina, icona della città e della sua più autentica identità religiosa ed artistica. Prime opere di una “Fabbrica del Duomo dell’Ortica” in versione street art sono la veduta sulla navata centrale della cattedrale, in scala uno a due, e la Madonnina dipinta, alta ben 25 metri. Entrambi i murales, dipinti l’uno di fronte all’altro, scelgono una tavolozza interamente giocata sul color ocra… il motivo? La preferenza per una palette d’ambiente che richiama, proprio nel cuore del quartiere Ortica, i colori delle case di ringhiera più tipicamente milanesi, all’insegna di un costante dialogo fra presente e passato.

Immagine presa da thepostinternazionale.it

Immagine presa da Repubblica.it

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