Leonardo da Vinci e il vino: una storia d'amore lunga 500 anni

A pochi passi dalla Basilica di Santa Maria delle Grazie, immersa nel verde e in una pace che mai ci si aspetterebbe di trovare in pieno centro cittadino, sorge Casa degli Atellani, testimonianza del sogno rinascimentale degli Sforza che offre, insieme a un buon bicchiere di vino, la possibilità di scoprire un lato inedito di Leonardo da Vinci.
Leonardo era un tipo curioso, e la sua curiosità lo spingeva in ogni direzione. Dalla natura all’anatomia, dal disegno alla pittura… il buon vino e la buona cucina non potevano ovviamente mancare nella sua infinita lista di interessi.
...Quella con il vino in effetti è una storia d’amore nata sin da bambino, quando Leonardo viveva ancora in quel di Vinci. Il padre ser Piero, infatti, oltre all’attività notarile a Firenze, possedeva sui colli toscani di Vinci e Bacchereto, vicino a Carmignano per intenderci, rigogliose vigne che gli fruttavano ogni anno barili di vino così come testimoniato anche dai dati catastali del tempo.
Non c’è da stupirsi se più tardi Leonardo scriveva «et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni», il famoso aforisma che esprime tutta la sua ammirazione per il vino e che potrebbe benissimo essere utilizzato come slogan pubblicitario di qualche cantina italiana.
Ma non solo ne scriveva, da bravo scienziato assetato di conoscenza, Leonardo da Vinci studiava il vino, cercando di perfezionare e approfondire le tecniche di produzione e conservazione. Nei disegni dei suoi codici insegnava ai posteri come interrare l’uva perché sopravvivesse in inverno, specificava come appenderla per farla meglio appassire, oppure come sistemare il “broncone”, la traversa che sostiene le vigne.
E non se ne intendeva solo di coltivazione, ma aveva anche un ottimo gusto. In una sua lettera datata 9 ottobre 1515 pare si lamentasse con il fattore delle vigne familiari che a suo dire contenevano vino scadente e suggeriva il metodo per una migliore conservazione. Ecco il nostro Genio tramutarsi anche in enologo!
Ma la cosa che forse ci stupisce di più si nasconde ben lontano dalle sue amate e verdi terre toscane, bensì tra muri di pietra e cemento in centro a Milano.
Certo, quando Leonardo da Vinci arrivò qui nel 1482, Milano non era la metropoli dei giorni nostri e dove oggi sorge Santa Maria delle Grazie, il cui refettorio custodisce il grandioso Cenacolo Vinciano, era per lo più campagna.
E’ qui, a Milano, che Ludovico il Moro aveva immaginato il suo mausoleo, ben lontano da quello della sua famiglia, e sempre qui alle Grazie aveva pensato di piazzare i suoi cortigiani e collaboratori più stretti, tra cui il buon Leonardo. Al genio fiorentino però fece un regalo speciale: una vigna di 15 pertiche, lunga 160 metri e larga 52, sorgeva proprio davanti al convento dove Leonardo si accingeva a dipingere il suo capolavoro più grande, su di un terreno conosciuto ai tempi come la “vigna grande di San Vittore”. Non era certo paragonabile alle verdi distese toscane della sua infanzia, ma per Leonardo quella vigna era un vero sogno. Purtroppo, la ottenne ufficialmente solo il 26 aprile del 1499, lo stesso anno in cui Milano cadde nelle mani dei francesi mettendo in fuga Ludovico il Moro e di conseguenza anche il nostro Leonardo, che dovette, almeno per il momento, accantonare il sogno di una vendemmia.
Ma il destino aveva in serbo ancora una chance per Leonardo e la sua vigna. Quando fu richiamato a Milano infatti il fiorentino accettò l’offerta di ultimare i lavori iniziati un decennio prima, solo alla condizione di riavere la sua amata vigna, ed è così che finalmente qualche tempo più tardi poté raccogliere i frutti della prima vendemmia! Alla sua vigna milanese non smise di pensare nemmeno in punto di morte, ormai lontano dalla capitale meneghina, tanto da citarla nel suo testamento, donata per metà al suo aiutante, nonché amante, Salaì e al suo servitore Giovanbattista Villani.
Oggi quella stessa vigna è rinata nel giardino della splendida casa che la ospita, Casa degli Atellani, grazie ad un ambizioso progetto della Facoltà di Scienze Agrarie di Milano. Infatti, in occasione di Expo 2015, sono state ripiantate le barbatelle di Malvasia che lo stesso Leonardo utilizzava secoli fa.
Da allora sono passati più di tre anni e finalmente la vigna sta dando i suoi dorati frutti! Dopo 5 lunghi secoli, a settembre 2018 è avvenuta la prima vendemmia a Casa Atellani: gli acini di Malvasia di Candia Aromatica raccolti e lasciati fermentare all’interno di antiche anfore, come si usava fare ai tempi di Leonardo, hanno prodotto le prime bottiglie del Vino di Leonardo, il Tasto Atellano, che oggi possiamo degustare nell’elegante Bistrot della casa, circondati dalla storia e dallo stile inconfondibile di Piero Portaluppi, l’architetto che riportò alla luce Casa Atellani dopo i danni subiti durante la guerra.
Continua così, come per magia (o grazie alla scienza, forse direbbe Leonardo!), a 5 secoli di distanza, la grande storia d’amore tra un uomo straordinario e la sua vigna, una storia alla quale possiamo prendere parte giorno dopo giorno anche noi!
 

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Se intendete visitare Milano, una tappa d’obbligo è senza alcun dubbio l’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci. L'opera, conservata nel refettorio accanto alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, è uno dei capolavori più studiati ed imitati al mondo, ma anche uno dei più misteriosi e discussi. Seguiteci alla scoperta della storia e dei segreti che si celano dietro l'opera più grandiosa di Leonardo da Vinci e della splendida Basilica di Santa Maria delle Grazie.
   

 
La nuova Vigna di Leonardo ha dato i suoi primi frutti, ed è ora di “degustarli”! La nostra non sarà infatti una semplice visita guidata, ma degusteremo anche il Vino di Leonardo, coltivato proprio nel luogo della vigna che Ludovico il Moro gli regalò cinque secoli fa. La degustazione si svolge nell'elegante Bistrot di Casa degli Atellani: tra raffinati elementi di arredo in stile Portaluppi, con vista sulla tribuna bramantesca, degusteremo di Tasto Atellano, il vino prodotto proprio dagli acini di Malvasia coltivati e raccolti qui a Casa Atellani.
   

 
In occasione di Leonardo 500, riapre la spettacolare Sala delle Asse del Castello Sforzesco! I restauri ci permetteranno di ammirare il Monocromo e le meravigliose decorazioni della Sala, commissionate a Leonardo da Ludovico il Moro. Ad approfondire la visita, una mostra multimediale ci guiderà attraverso i rami, le foglie e tutti i dettagli dell’opera leonardesca. Un’occasione unica per conoscere l’ennesimo capolavoro del grande Leonardo da Vinci a Milano.
   

 
Vi siete mai chiesti come funzionano le conche dei Navigli? Oggi potete scoprirlo a bordo del nostro Corsaro dei Navigli! Infatti solo con la nostra piccola imbarcazione, per la prima volta attraverseremo la Conchetta del Naviglio Pavese. È proprio il caso di dire su e giù per la Conchetta, perché, guidati dalla guida che ci svelerà i segreti di questo ingegnoso sistema, faremo un salto di quasi 2 metri. Una nuova esperienza unica per conoscere i Navigli a bordo dell'esclusivo motoscafo Il Corsaro dei Navigli!
   

Pochi sanno che anche Milano ha la sua Vergine delle Rocce, misteriosa ed enigmatica proprio come l’originale, e nell'anno dedicato a Leonardo da Vinci, vi portiamo a scoprirla! Si tratta della Vergine delle rocce di Francesco Melzi, grande allievo di Leonardo da Vinci, autore della celebre opera custodita al Louvre: una copia di straordinaria bellezza, che non ha nulla di meno dell’originale, è conservata all’interno del complesso monastico di San Michele sul Dosso.
   

Un incredibile viaggio nel tempo ci aspetta nella Cripta più antica di Milano. A San Sepolcro arriva Leonardo & Warhol in Milano – The Genius Experience, la nuova mostra che ci guiderà alla scoperta di Milano nel corso dei secoli, dai tempi di Leonardo da Vinci fino ai giorni nostri, culminando con la visione di The Last Supper, l’opera di Andy Warhol attraverso cui reinterpretò il capolavoro di Leonardo. Un dialogo tra passato e presente, accompagnato da due grandi artisti a confronto che, seppur a quattro secoli di distanza, si ritrovano qui a Milano più vicini che mai.
   

Scommettiamo che nella Pinacoteca Ambrosiana vi sentirete davvero “come in un Paradiso Terrestre”? Non solo capolavori assoluti come la Canestra di frutta di Caravaggio o il cartone preparatorio della Scuola d’Atene di Raffaello e persino dei fogli del superbo Codice Atlantico di Leonardo da Vinci: all’interno della Pinacoteca Ambrosiana di Milano si nascondono racconti di amori incestuosi, figli illegittimi, cospirazioni, ciocche di capelli che narrano di storie e curiosità ai confini tra leggenda e realtà!
   


Immergersi nella natura, pur rimanendo nel centro di una città frenetica come Milano. Palazzo Reale, in occasione dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, ci regala una mostra unica dedicata al meraviglioso mondo della Natura, mostrandoci come questo è cambiato nei secoli nel mondo dell’arte.
   

 
A CENA CON LEONARDO
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L’eccellenza del business e del mondo degli affari sposa una delle pietre miliari della cultura meneghina, uno dei monumenti simbolo del capoluogo milanese, celebre in Italia e nel mondo: l’ultima Cena di Leonardo Da Vinci. Un evento unico, circondati dalla bellezza e dal fascino intramontabile dell'opera di Leonardo da Vinci e dai bellissimi Chiostri della Basilica di Santa Maria delle Grazie, a cui potrete accedere senza code né attese, vivendo un tour esclusivo che mette in risalto le bellezze del capolavoro di Da Vinci e della Chiesa che lo ospita.
   

BUSINESS IN AMBROSIANA
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Prestigio ed eleganza: parole d’ordine che definiscono la Pinacoteca Ambrosiana. Un evento costruito su misura che unisce il prestigio del luogo con servizi ad hoc. Vivete e regalate un'esperienza emozionante, immersi nella bellezza delle grandi sale della Pinacoteca, perdendovi tra i tanti capolavori intramontabili dell'arte italiana, da Caravaggio fino a Leonardo da Vinci.
 

 

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