Jean-Auguste-Dominique Ingres. La vita artistica al tempo dei Bonaparte

Tour guidato alla mostra Jean-Auguste-Dominique Ingres. La vita artistica al tempo dei Bonaparte

Tra i principali appuntamenti dell’agenda culturale milanese rientra senz’altro la grande mostra su Jean-Auguste-Dominique Ingres, in arrivo a marzo a Palazzo Reale.
Classicismo e modernità si fondono nei grandi capolavori di un artista inconfondibile, un dei principali esponenti del Neoclassicismo europeo, che operò tra il 1780 e 1820, anni di grande fermento culturale e artistico, in cui l’Italia e soprattutto Milano rivestiva un ruolo fondamentale nell’Europa Napoleonica. Ed ecco così che finalmente torna in Italia, paese che tanto influenzò la sua arte, il “pittore delle odalische”, realista ma anche manierista, un artista che ancora oggi non smette di stupire per l’espressionismo e la capacità ritrattistica senza eguali.

MAGGIORI DETTAGLI

 
“Talento, avaro, crudele, collerico, sofferente, straordinario miscuglio di qualità in contrasto", così definiva Charles Baudelaire Jean-Auguste-Dominique Ingres… Ma a vedere i suoi quadri non si direbbe di certo! Calma, purezza, linearità e raffinatezza sono infatti le parole chiave che descrivono l’arte di Ingres. Ritratti dalle tinte tenui e sobrie, visi morbidi, sguardi a tratti dolci a tratti penetranti, una splendida varietà di soggetti e protagonisti che spaziano dalle figure mitologiche fino alle celebri figure femminili, sono tra le caratteristiche principali dei capolavori di Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Figlio d’arte, Jean-Auguste-Dominique grazie al padre viene avviato subito alla carriera artistica e già dai primi anni d’Accademia rimane affascinato e viene influenzato sempre più dall’arte di Raffaello. Durante questi anni fa proprie le stesse figure morbide, armoniche ed eleganti raffaellesche, che diventano infatti il suo primo punto di riferimento. Il suo amore per l’arte classica si consoliderà anche più tardi, grazie soprattutto ai soggiorni e ai numerosi viaggi intrapresi in Italia tra Firenze e Roma, città nella quale in particolare si avvicinerà al mondo dell’antichità e della mitologia.
In questo senso l’arte di Ingres torna in Italia, paese che fu cruciale per lui e la sua crescita artistica, in una mostra imperdibile che ripercorre le tappe della sua carriera che lo hanno portato ad essere uno dei più grandi e importanti esponenti dell’Ottocento.

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