18 Maggio 2022

Nelle giornate del 14 e 15 maggio, in collaborazione con Open House Milano, NEIADE Tour & Events ha messo a disposizione le sue guide professioniste organizzando delle visite guidate gratuite al rifugio antiaereo di piazza Grandi, tra corso XXII Marzo e viale Umbria.
Sono accorse persone da tutti gli angoli della città (e non solo!), ma sono stati soprattutto i residenti della piazza stessa ad accogliere con entusiasmo quest’occasione: proprio loro che, pur sapendo dell’esistenza di questo rifugio e pur vivendoci a pochi passi, non erano mai riusciti a visitarlo e ad approfondire la storia di un luogo generalmente chiuso al pubblico – se non in rare circostanze!
L’evento ha richiamato visitatori di tutte le età: dai bimbi che accorrevano eccitati alla sola idea di poter accedere ad un rifugio sotterraneo, fino al gentile signore nato nel 1924 che ci ha resi partecipi delle drammatiche storie vissute in prima persona all’interno del bunker milanese, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Perchè visitare il rifugio antiaereo di piazza Grandi è un’esperienza che riscuote tanta partecipazione? L’unicità della visita sta certamente, prima di tutto, nella possibilità di varcare la soglia di un luogo solitamente inaccessibile e così importante per il suo valore storico. Si tratta infatti di uno dei primi rifugi antiaerei realizzati dal Comune di Milano prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1936; proprio nel ’36 fu emesso un decreto regio che imponeva l’obbligo di apprestare per ogni edificio residenziale un ricovero antiaereo, quando iniziavano a soffiare, lontani, i primi venti di guerra… Il rifugio di piazza Grandi avrebbe poi ricoperto un ruolo strategico durante il conflitto bellico, grazie alla sua collocazione nella zona di Porta Vittoria. Nel cuore di un quartiere molto attivo a livello commerciale il bunker fungeva da luogo sicuro per la popolazione quando dal cielo di Milano pioveva una pioggia infinita di bombe.

L’accesso al rifugio, oggi, appare quasi nascosto dall’armonia urbanistica della verdeggiante piazza Grandi, dominata dalla monumentale fontana dedicata all’omonimo artista. Solo armati di guanti e caschetto si è in grado di sollevare la pesante botola metallica che apre il passaggio per raggiungere le stanze sotterranee del bunker, oltre una ripida rampa di gradini. La solidità di questo luogo si deve alla sua struttura: nella pancia della fontana si cela un labirinto di 24 stanze in cemento armato, con frecce che indicano le uscite, la direzione per i servizi igienici e dove trovare l’acqua potabile. Le dotazioni storiche del rifugio, ancora in parte conservate e contrassegnate da scritte segnaletiche in vernice nera, hanno attirato come sempre l’attenzione dei tanti visitatori, incuriositi dagli indizi della “vita vissuta” dai milanesi ricoverati all’interno del bunker durante i bombardamenti.

Sotto la fontana dedicata allo scultore Giuseppe Grandi, inaugurata anch’essa nel 1936, è stata per molti una vera sorpresa scoprire l’aspetto e le funzioni del rifugio antiaereo, attraverso i racconti delle guide di NEIADE Tour & Events e le testimonianze estemporanee di chi ha avuto esperienza diretta di questo luogo negli anni di terrore della guerra. Come ci ha ricordato uno degli abitanti di piazza Grandi “i ricordi sfumano, ma la sensazione di paura rimane”: parole che, oggi soprattutto, sottolineano l’importanza della memoria storica come monito sempre attuale per la pace.

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