15 Febbraio 2021

ASCOLTA IL PODCAST SU MENEGHINO!

Il Carnevale a Milano è nell’immaginario di tutti, grandi e piccini, un tempo di festa, fatto di scherzi goliardici, coloratissimi coriandoli, maschere e costumi, chiacchiere e frittelle. Ma quante di queste divertenti usanze affondano le loro radici nel ricco patrimonio di storie e tradizioni tipicamente milanesi?

Il Carnevale sotto l’ombra della Madonnina, si sa, è tutto speciale! Festività apparentemente profana e d’origine pagana, il Carnevale è in tutto il mondo preludio della Quaresima, i quaranta giorni di penitenza che precedono la Pasqua cattolica. Seguendo il calendario liturgico ambrosiano, però, il Carnevale si celebra fino al sabato grasso: ben quattro giorni dopo il martedì grasso che segna invece la fine dei festeggiamenti dove si osserva il rito romano. La leggenda narra infatti che nel IV secolo d.C. Sant’Ambrogio, oggi patrono di Milano, avesse chiesto alla popolazione milanese di posticipare l’avvio delle celebrazioni della Quaresima (il cosiddetto mercoledì delle ceneri), poiché si trovava lontano dalla città, impegnato in un pellegrinaggio…

Ecco spiegato (forse!) lo strano ”ritardo” del Carnevale ambrosiano! Ma quali altri storie possiamo raccontare in questo festoso momento dell’anno, per conoscere meglio l’identità della nostra Milano?

Meneghino, la più celebre “maschera” di Carnevale a Milano

Può soddisfare la nostra curiosità il celebre Meneghino, personaggio senza maschera della Commedia dell’Arte e ancor oggi costume prediletto del Carnevale a Milano

«E mì interrogatus ghe responditt.

Sont Meneghin Tandœuggia

[…] Sont servitor del sior Pomponi Gonz,

C’al è trent agn che’l servj».

Così, in dialetto milanese, si presenta Meneghino nei versi del commediografo Carlo Maria Maggi, che ne inventò il personaggio alla fine del Seicento, ispirandosi alle buffe figure del teatro classico e rinascimentale. Servitore ammogliato affezionato ai propri padroni, buono e spiritoso, a volte fin troppo onesto e perciò facilmente raggirabile, sempre indaffarato… un personaggio tanto tipicamente milanese che il suo nome, oggi, è aggettivo comune per abitanti ed abitudini della città!

Dietro al nome Meneghino, d’altronde, si nasconde la storia della società milanese fra Sei e Settecento: diminutivo di Domenico (dal latino dominicus), parrebbe derivare dall’usanza dei “mezzi signori” di assoldare un servitore solo di domenica, imitando la grandeur dei ricchi nobili che al contrario disponevano della servitù in ogni giorno della settimana.

Anche oggi, passeggiando intorno al Duomo a Carnevale, si può avere la fortuna di imbattersi nel personaggio di Meneghino, magari accompagnato dalla moglie Cecca, altra maschera popolare tutta milanese. Il costume di Meneghino è inconfondibile: cappello di feltro a tre punte, giacca verde, panciotto a fiori, calzoni scuri e calze a righe rosse bianche… un divertente tripudio di colori, in piena sintonia con il festoso aspetto di tante maschere tradizionali dei giorni di Carnevale!

I luoghi del Carnevale a Milano, sulle orme di Meneghino

Una visita guidata a Milano sulle orme del servitore Meneghino, personaggio simbolo della città e della società milanese dell’Ancien Régime, non può che snodarsi fra i suntuosi palazzi nobiliari che si incontrano nel centro storico, soprattutto lungo le eleganti vie del cosiddetto Quadrilatero della Moda, a pochi passi da piazza della Scala. Da via Manzoni a via Senato, sono tanti i palazzi che meritano uno sguardo per la magnificenza delle architetture volute da ricchi e aristocratici committenti. È il caso – per citare solo alcuni esempi – di Palazzo Marino, oggi sede del Comune di Milano, di Palazzo Morando, contenitore del Museo di Milano e della collezione Costume Moda Immagine, o di Palazzo Belgioioso, meravigliosa opera dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini. Possiamo immaginare che proprio nei corridoi di queste dimore si aggirassero un tempo solerti servitori non tanto diversi dall’iconico Meneghino.

Anche il più celebre palcoscenico di Milano, il Teatro alla Scala, ci racconta della fortuna di Meneghino nella drammaturgia milanese, ben oltre l’invenzione di Carlo Maria Maggi. Fra i molti letterati che narrarono le vicende del personaggio in testi composti in dialetto milanese (o, per l’appunto, meneghino) si distingue infatti Carlo Porta, che partecipò alla scrittura della commedia Il supposto morto, con Meneghino servo spiritoso in Parigi: lo spettacolo fu rappresentato alla Scala, pur senza grande successo, il 26 luglio 1818.

Carlo Porta, poeta milanese di cui proprio quest’anno si ricorda il bicentenario della morte, aveva d’altronde fin dalle opere giovanili rispolverato la buffa figura di Meneghino, riportandola in auge nel corso dell’Ottocento come personaggio chiave della satira patriottica e antiasburgica… riadattato, insomma, al diverso contesto storico e politico della Milano risorgimentale.

Curiosità del Carnevale a Milano: chiacchiere, coriandoli e non solo

Ma oltre alle divertenti vicende di Meneghino, quali altre curiosità ci riserva il Carnevale ambrosiano?

I più golosi sapranno che le chiacchiere, dolce carnevalesco diffuso in tutto lo stivale, hanno a Milano un gusto particolare: i milanesi le cuociono rigorosamente al forno, preservando la leggerezza dell’antica ricetta. Meno noto, invece, è che proprio alle porte di Milano, a Crescenzago, furono inventati i coriandoli, nel 1875, per idea dell’imprenditore tessile Enrico Mangili. La geniale trovata, concepita nella Milano industriale di fine Ottocento, lungo il Naviglio della Martesana, ebbe poi grande fortuna… ma questa è un’altra storia, fra le tante che il Carnevale a Milano raccoglie, in colorato bagaglio di leggende e tradizioni radicate nel secolare passato della città.

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